159 più di ogni altra cosa li preme è la separatione delle città, non essendo dubio che questo è la destruttione delle heresie di queste parti. Hanno risposto con un scritto molto verbosamente al decreto di S. A. 7 ) et minacciano di rebellione delli vasalli loro, quali presupongono che siano della medema farina, ma è falsissimo, come altre volte ho scritto a V. S. Ill ma . Dicono ancora che sarano aiutati dalli heretici d’Austria, massime hora che se intende che l’imperatore non verrà più in quelle parti, per il che sono tutti quelli heretici esasperati et per tale effetto hanno mandato li provinciali un loro secrettario in quelle parti per sapere come si hanno da governare, et similmente hanno scritto a tutte le altre provincie di S. A. 8 ) et al’ultimo si crede domandarono tempo di consultarsi con loro per tirare il negotio in longo; ma spero che S. A. non tollererà questa dilatione per più rispetti. Ultimamente allegano ancora che S. A. non doveva venire a determinatione alcuna circa le querelle che li ecclesiastici pretendono, se prima non haveva udito le ragioni della parte contraria et che sapevano esser falsissimo che li ecclesiastici si lamentassero, essendo hoggi più uniti et d’accordo con loro che mai et che questa novità era nata per le pratiche et sub- ornationi del nontio; et in effetto concludono che sc S. A. mancarà della sua parola, che non lascierano già di difendere con le loro proprie vite li confini, ma che li vassalli loro non voranno contribuire. A questa scrittura si è oggi risposto diffusamente et per le rime, et S. A. sta ferma nel contenuto del primo decreto. 9 ) Io ho poi havuto audienza et, se bene il principe va molto timido nel’ eseguire, nondimeno mi promette di voler persistere, insin tanto che ne veda il fine et conosce che è necessario procedere così et per servitio de Dio et per l’utile suo proprio et mi assicura di non voler hatten, traten nun den Calvinistcn entgegen. Die Dekrete Rudolfs II. und Erz¬ herzog Karls gegen das Einschleichen der Calvinisten wurden sogar in die steirische Religionspazifikation aufgenommen (Loserth, Reformation und Gegenreformation, S. 309). ’’) Ausführliche Antwort der der Augsburger Konfession ungehörigen steirischen Stände vom 15. Dezember. Darin berufen sie sich auf die Landesfrei¬ heiten, drücken ihren Schmerz über das Dekret vom 10. Dezember aus, widerlegen die Beschwerden der Prälaten, erinnern an dis stets eingehaltene Religionspazi¬ fikation, versprechen, Lästerungen der Prädikanten zu bestrafen, weisen auf die Türkengefahr hin und beteuern ihre Treue gegen den Landesfürsten (Loserth, FRA 11/50, S. 85 — 101). 8 ) Siehe Nr. 52, Anm. 6. 9 ) Antwort Erzherzog Karls vom 18. Dezember (Loserth, FRA 11/50, S. 101—114).