154 che il principe a mia instanza haveva fatto in favore della religione; ma in effetto imparo che dove non è il timore de Dio non è né stabilità né fermezza alcuna. Hieri facessimo un poco di consiglio fra noi altri catholici, parlo de’ consiglieri di S. A., in casa mia et io proposi pur la mia antica massima, che mentre li provinciali crederano che il principe sia senza aiuti et che non possi far senza loro, che mai obedirano, et che però giudicavo esser bene che si facesse intendere con bel modo alli provin¬ ciali, che recalcitrando contra la risolutione di S. A., si ha da convocare subito un’altra dieta con gran maestà et con intervento delli oratori di tutti li potentati catholici 7 ) et magnificare questo assai et darle speranze che in evento, che loro si fossero aquietati, non si sarebbe in alcun modo fatta. Tra noi si concluse che fosse benissimo a far questo et così il sig. cancelliero hebbe cura di darne parte a S. A., alla quale piaque assai et approvò questo modo, et così io mandai per il Coben- zolo et in grandissima confidenza glielo disse, mostrando di voler co¬ minciare a scoprire li nostri secreti con la persona sua per habere composto il decreto, 8 ) cosa che egli stimò infinitamente. Il simile ho fatto con mons. di Secovia et siamo certi che uno d’essi lo dirà alli provinciali, et speriamo che li metterà un timore tale, che si accommo- derano alle cose del dovero, et credo che questa volta guadagneremo qualche cosa in sollevatione della religione catholica, et che nel’ altra dieta le cose si perfettionerano poi totalmente. Concorrono tanti rispetti et singolari considerationi in questo negotio della religione, che chi non è informato della natura del principe, chi non sa la corru- tione delli ecclesiastici et la poca inclinatione al bene de’ consiglieri et la ostinatione delli heretici et mille altre cose, che diffìcultano questo fatto, et chi vuole misurare la forma del modo di governarsi che ordinariamente si deve osservare in altri negotii, da quello che qua li zelosi catholici tengono con S. A., certo che io sono di opinione con il sig. cancilliero, che terrebbe per temerarii tutti coloro, che qua par¬ lano in favore della religione catholica, ma dal’altra parte chi tocca con mano quanto sia necessario per beneficio della religione governarsi singolarmente et alterare quell’instituto facile da esequire, et che ordinariamente piace a tutti et è pieno di modestia et rispetto et suole essere di aiuto grande per conciliarsi la benivolenza de’ principi, farà senza dubio giudicio che sì come questo negotio è singolare, così ricerca singolare alteratione et forma nel governarsi. 7 ) Vgl. Nr. 14, S. 54. 8 ) Siehe Nr. 49.