Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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occorre di affaticarsi molto in questo, ma io referirò solamente quelle 
che scrivendo mi sovenirano. 
1. Che tutto quello che S. A. haveva concesso era in evidente 
detrimento del’ honore et gloria de Dio et della religione catholica 
et in augumento et esaltatione della falsa asserta religione heretica. 
2. Che S. A. non stava sicura in coscientia, et che mentre vivea 
così, non poteva sperare beneditione né prosperità né in spirituale né 
in temporale dalle mani de Dio, il quale era così giustamente adirato 
contra di lei; et che coloro che le havevano affirmato che li esercitii 
christiani che S. A. faceva, come di frequentare le messe, prediche, 
fabricare seminarii etc., erano et accettabili et atte a scancellare il 
peccato si ingannavano, poiché essendo qua intaccato l’honor de 
Dio et l’interesso di tante anime, et non perdonandosi il peccato 
nisi restituat ablatum, che insin che lei non havesse restituito 
l’honor a Dio che non poteva mai sperare di vivere sicuro. 
3. Quod miserit falcem in messem alienam, et che perciò S. S ,à 
astringeva con il breve a rivocare. 
4. Che ponderasse bene quanto importava dar così giusta occa¬ 
sione alii Venetiani di risentirsi et far qualche notabile demostratione 
con poca sodisfatione di S. A., et che sarebbeno escusati appresso tutti 
li principi di christianità, se con pretesto di volersi assicurare che le 
hercsie non intrino in casa loro, havessero comminciato a remediare, 
dove S. A. concede tanta libertà. 
5. Che vedeva chiaramente che stava in pericolo in breve tempo 
di perdere a fatto l’obedientia, poiché costoro così presto si erano fatti 
così insolenti. 
6. Che li stati non osservarano la promessa di vivere in pace et 
in obedientia et non perseguitare li catholici, et che perciò S. A. ancor 
non era manco tenuta mantenerli la parola. 
7. Che pretendendo S. A. di non haver concesso quello che loro 
hanno publicato, et vedendo che nelli occhi suoi con così temeraria 
arrogantia ampliavano et glossavano le concessioni di S. A. contra la 
mente sua et in terre totalmente subiette a lui, che perciò haveva 
giusta causa di rivocare non solo ogni concessione, ma di castigare li 
nobili che hanno publicata la scrittura, et li cittadini che l’hanno 
accettata senza la participatione et consenso di S. A. 
8. Che liora a punto era tempo opportuno, essendo il Turco 
occupato con il Persiano, che non si può temer che sia per dar fastidio 
alli stati di S. A., et che però ancora li provinciali non haveranno 
occasione di minacciare in questo proposito.
	        

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