Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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Hora Ill mo Signore questo benedetto negotio può essere che sia 
et fattibile et di grandissima utilità a la republica christiana, ma al 
ministerio che qua io ho per le mani fa et farà obstacolo di molta 
qualità, perché non è dubio che se non il principe, almeno li consiglieri 
non solo sperano che la nominatione si debba fare in persona di S. A., 
ma lo tengono per cosa già fatta. 6 ) Et hieri, essendo venuto mons. di 
Secovia et essendo noi convenuti con li consiglieri per trattar il negotio 
de la religione, et instando io che si devesse questa volta far da dovero 
etc., un consiglierò favoritissimo, non potendo dissimulare, proruppe 
in questo, che al presente bisognava andar con la mano dolce, perch’ 
essendosi hora in trattatione di eleggere il re de’ Romani, nessuna cosa 
poteva escludere questo principe, se non qualche dimostratone 
austera in materia di religione, et faceva un argomento a sufficienti 
partium enumeratione. Il re di Spagna, quando anco sia incluso, è 
absente et forse essendo eletto non accettarebbe. L’arciduca Ferdi¬ 
nando è tenuto terribile et gl’elettori non vogliono un tale. L’arciduca 
Hernesto non ha stati et non si suole eleggere principe, che non liabbia 
regni o provincie proprie et allegava molti essempii, dimodo che essendo 
questo principe amato da tutti et havendo già le proferte del duca 
di Sassonia, 7 ) havendo stati di tanta qualità, essendo generale de’ 
confini et di natura benigna, senza dubio la elettione si farà in persona 
sua etc. 
V. S. Ill ma si può imaginare se io restai afflitto, quando udii che 
dopo tante consulte et dopo d’haver ottenuto così sofficiente aiuto et 
dirò ancora dopo tante fatiche che si sono fatte, le quali sono andate 
tanto inanzi che ci promettono un mirabil frutto et sollevamento a la 
religione catholica, se si proseguisse animosamente a perfettionare 
quello che si è tante volte concluso et, non si facendo, è cosa certa che 
non solo le fatiche non saranno state fruttuose, ma più tosto di danno, 
si cominci di nuovo ad allegare rispetti et impedimenti. Per il che non 
mi parendo di poter né dever tacere, replicai al consiglierò et a li altri, 
che annuebant a l’opinion sua, che io havevo osservato con l’occasione 
de’ negotii e communicati con le loro signorie che quando si trattava 
degl’heretici magnificavano con grande essaggeratione la potentia loro. 
Ma che dal’altra parte, se si parlava del stato de’ catholici, che si 
sminuiva et di annichilava quanto si poteva et che di presente mi 
6 ) In einem Bericht aus Wien an den Herzog von Bayern erwähnt (Bezold, 
Briefe I, S. 443). Vgl. dagegen Nr. 85, Anm. 4. 
7 ) Vgl. Nr. 85, Anm. 14.
	        

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