Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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convicini hanno opinione che qua si sia errato in non haver tentata 
la esecutione subito doppo la publicatione del decreto et che sia stato 
errore il multiplicare tante repliche, ma qua hanno altro senso et 
perché li esiti delle cose sono incerti, non si può far certo giudicio et 
in specie in negocii di stato et di tanto momento, che tutti li principi 
sogliono haver tanta zelosia et io suspendo in questo il mio giudicio. 
* * * * * * Quanto al decreto circa la restitutione di Aquileia, 7 ) io non ho 
mai fatto fondamento alcuno in esso, se non per due cause, l’una è 
che mi pare si sia guadagnato assai, che il principe confessa in esso 
di esser tenuto in conscienza alla restitutione; del che io sono a suo 
tempo per valermi grandemente, poiché con questa sola confessione 
si butta a terra molti presuppositi che fanno questi ministri, l’altra è 
che qua me hanno sempre dato ferma speranza di pigliarci tempera¬ 
mento ragionevole, come di già hanno comminciato per il scritto che 
sarà con questa mia, 8 ) et in questo negotio non vorei che mons, patri¬ 
archa si affaticasse molto in voler disputare, perché non faremo cosa 
buona, anzi non si fa altro che rinovare cose odiose et è purtroppo 
vero che egli ha tutte le ragioni del mondo et che li fondamenti allegati 
dalla parte di S. A. sono più apparenti che veri. Nondimeno è meglio 
di venire a qualche temperamento che mettendo il negotio in disputte, 
esasperare li animi forsi in forma che si foglia la speranza di poterlo 
mai accomodare, però io in verità dico ingenuamente il mio parere, 
che sarebbe che mons, patriarcha, consideratis considerandis, matura¬ 
mente si risolvessi di mandarmi una forma di restitutione, la quale 
havesse non tanto l’occhio alla giustitia che pretende, quanto a quello 
che si può sperare di qua. Nel resto V. S. Ill ma sia sicura, che io non 
mancherò dal canto mio di far il debito. Quando ancora mons. patriarca 
non giudicasse espediente di tentar questo, lo persuaderei a sopra¬ 
sedere insin tanto che si vedesse che piega piglia il negotio delle diffe¬ 
renze che ha S. A. con li signori Venetiani, 9 ) perché sono cose concate- 
bischofs und Dompropstes Karl von Griming I, S. 144). Die Instruktion ist vom 
IS. März; Zweck der Sendung war, vom Papst eine möglichst große Geldhilfe zu 
erhalten so woll zu schütz- und fürsehung der gränitzen auf den fall, da daselbst 
durch unserer widerspännigen ungehorsamen underthonen rebellion und hals- 
starrigkeit ainicher mangi erscheinen wolte als zu dempf- und ausraitung der 
cingerissnen khetzereyen. .. (Loserth, FRA 11/50, S. 235 — 241). 
7 ) Nr. 51; vgl. Nr. 55, S. 15S—1G0. 
8 ) Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 250': Ser™« d. archidux civitatem 
Aquileae in gratiam S. D. X. rev" 1 » d. patriarchae ad extremum ita forte resti¬ 
tuero posset. 
s ) Vgl. Nr. 74, Anm. 14.
	        

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