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Il conte Nogarola 9 ) ha certi luochi nella prepositura del vescovo 
di Bamberga et mi racconta cose impie, che in quelle parti fa Hoffmam 
in persequitare li catholici, et l’ha detto ancora a S. A.: „Credo che 
presto li tarano una burla, che le pesarà“. Egli ha certi castelli et terre, 
nelle quali ha poste per vicario generale un prete heretico, fino che fa 
cose grande in detrimento de’ poveri villani, sforzandoli a vivere et 
credere a modo suo. S. A. mi ha fatto parlare che haverà caro che io 
nomini un altro vicario et che mi darà tal brazzo, che l’altro sarà 
scacciato, et tra poco credo che si darà il colpo et sarà di grandissimo 
beneficio di quelle povere anime, che sono da dieci milla communi- 
canti ... 
Io vo molto ritenuto in molestare li ministri, acciò mi diano 
l’espeditione delli negotii pertinenti al patriarcha et canonici di Aqui- 
leia, 10 ) perché oltre che in questa dieta, sono occupatissimi. Io li 
cognosco per tanti delicati, ch’é meglio lasciar far a loro, nondimeixo 
quanto prima farò opera di haverli et subito li manderò... 
53 . 
Salzburger Kommissare an Malaspina (Graz), 1580 Dezember 17 
Lob der Entschlossenheit Erzherzog Karls, die katholische Religion 
und die geistliche Gerichtsbarkeit wiederherzustellen; Hoffnung, 
daß Erzherzog Karl den Erzbischof von Salzburg in dessen Rechten 
nicht beeinträchtigen wird. 
Arch. Vat. Nunz. Qerm. 100, f. 185 r — 187 r , 188”, Orig. 
Poiché S. Ser ma A. (ringraziato ne sia il Signor Iddio) prudenta- 
mente si è risoluta non voler più patire che la catholica et ortodoxa 
religione, assieme con la jurisdictione ecclesiastica, habbi esser tribù- 
lata, sminuita et in molti luogi cotalmente levata et quasi eradicata, 
come insin’hora di provinciali hanno pensato fai-lo con pretenduta 
buona licentia et autorità. 1 ) Ma come principe christiano debitamente 
9 ) Georg Graf zu Nogarol, Kämmerer Erzherzog Karls (Thiel, Zentral¬ 
verwaltung, S. 176 und 183). 
I0 ) Siehe Nr. 55. 
') Am 11. Dezember baten die Salzburger Kommissare Erzherzog Karl, 
das unzeitige und unbefugte Begehren der evangelischen Stände abzuweisen; sollte 
man ihnen die Toleranz, deren sie sich rühmen, nachsehen, so könnten die katholische 
Religion und die geistliche Jurisdiktion dabei nicht bestehen (Loserth, FRA 
11/50, S. 83—85). Vgl. Nr. 52, Anm. 1.
        

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