Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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ma che, seguitando la medema, che però erano tenuti di difenderla 
insino alla morte, et che se erano stati tamquam canes muti per il 
passato, non credessero che volessero esser cosi hora, poiché havevono 
conosciuto li lor fini tutti intenti al’ultima perditione loro, et che 
S. S tà , riconosciuto da essi per vicario di Christo, li minacciava con 
molta ragione, et che non potevano più dissimulare né soportare che 
nelle prediche publicamente fossero trattati da idolatri, da antechristi 
et da sodomiti, che però non volevano in modo alcuno consentire, 
che si trattasse materia di religione, et che haverebbeno risposto lor 
soli alla petitione di S. A. et l’haverebbeno aiutata non solo con la 
robba, ma con la vita et così, levatisi in piedi, si volsero partire et fal¬ 
la separatione. Al’hora Hoffmam cercò di placarli con parole piene di 
dolce apparente, ma di veneno interiormente, et propose che questa 
era una materia facile di accomodare, essendo la consuetudine che 
per pluralità di voti si sogliono determinare le difficoltà nelle diete, 
et che però era necessario che si facesse il scruttinio. Alhora mons. di 
Secovia rispose che questo non era ragionevole, essendo li provinciali 
sessanta et li prelati da 14, ma che si facesse in questo modo, che si 
admettessero tutti li parrochi et altri preti et li regolari ancora haves- 
sero voto nella dieta, che in questa forma si sarebbeno contentati che 
il negotio passasse per la pluralità de voti. A questo Hoffmam non 
rispose altro se non questo, che se lui havesse saputo tante difficultà, 
non haverebbe accetato de intervenire nella dieta. 
Il stato ecclesiastico si partì risolutissimo di non voler admettere 
che si trattasse di negotio in pregiudicio della religione catholica. 
Quando furno a mezza scala li provinciali, quasi pentiti, li mandorno 
a dire che si contentassero che il giorno doppo pranso si facesse 
un’altra dieta. Il stato ecclesiastico li disse che sì, ma che prima ne 
volevano far una tra di loro, come fu fatto, nella quale si confirmorno 
ancora più et si risolsero che io fossi il primo a sapere questo successo, 
et insieme farmi instanza che io stringessi il principe a mantener 
quello che mi haveva promesso et io, in nome suo, havevo detto a loro. 
Si fece poi la congregatione con li provinciali et Hoffmam, con 
un spirito pieno di prudenza et artificio diabolico, cercò de implorare 
l’aiuto de’ prelati, acciò fossero mezzi con S. A. che non li volesse 
molestare in coscienza et cose simili. Li prelati non volsero accettare 
questo carico con molta ragione. 
Hora costoro, vedendo le cose loro in questo termine, et che 
haveva potuto più l’autorità di N. S. con li prelati, che le lor minacele, 
si sono risoluti di dar un memoriale a S. A. del’ infrascritto tenore,
	        

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