Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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approvato quello che noi habbiamo proposto, vederà che non si 
venghi alla esecutione, egli non potrà se non avisare S. B ne di quello 
che già ha dato segno di suspicare, ciovè che noi non diciamo da dovero 
cosa che quanto possi denigrare il candore della bontà et pietà di 
V. A. ogniuno lo può considerare. Però noi giudichiamo per servitio 
suo espediente, che un’altra volta la rivedi la consulta et si risolvi 
a queste diete, conforme al’ intentione che si è data al nontio et si 
è scritto a Roma al cardinale Madrutio di far qualche notabile de- 
mostratione, 4 ) acciò li principi catholici, a notitia de’ quali è già 
pervenuto che S. S tà ha mandato nontio ricercato da lei, possino 
conoscere che V. A. sì come nella persona sua professa con vive opere 
di voler vivere et morire nella religione, nella quale è stata battizata, 
nutrita et educata, che similmente la procura con ogni sua possibilità 
nelle provincie, che Dio benedetto le ha dato in dominio. Et perché 
queste diete, che si sono per fare, sono le pietre di approvatone, et 
mostrando il nontio di non sperare di poter far frutto di qualità né 
manco nel stato ecclesiastico a poco a poco, anzi dubita che non si 
facendo al presente qualche notabile demostratione, che l’autorità 
sua non sia per declinare et patir detrimento, et pone ogni speranza 
nelle diete, potrebbe esser che S. B ne , essendo informata del’ opinion 
sua, si risolvesse, non intendendo che si sia fatto frutto alcuno in 
esse, di revocarlo, cosa che sì come sarebbe a tutti noi di detrimento, 
così a V. A. di poca reputatione et senza dubio sarebbe stato meglio 
di non l’havere mai ricercato etc“. Questi signori hanno fatto ogni 
cosa, perché io non sapessi questo lor proposito, acciò non si potesse 
con verità dire che il nontio li ha instigati a questo, ma io l’ho saputo 
et ne ho sentito grandissima consolatione et subito ho mostrato di 
saperlo et li ho confirmati nel proposito et suministratole alcune 
cose, et di qui è nato che mi hanno esortato con tanto affetto a chiamar 
il vescovo di Secovia, che ancor esso fu nominato nella consulta. 
Stando scrivendo questa mia a V. S. Ill ma , mons. di Gurgo, il 
sig. cancelliero et il secretario di S. A. et il padre predicatore sono 
venuti a desinar meco et habbiamo fatto una consulta insieme et 
hanno cercato di persuadermi che non è bene che S. A. rompi a fatto 
con li provinciali in questa prima dieta, poiché sarebbe un voler 
violentare troppo la natura timida et tarda del principe. Io, sì come 
prima ero di questo medemo parere, già tra noi concluso, che si 
dovesse aspettare alla seconda, così facilmente sono venuto nella loro 
*) Siehe oben Nr. 16, Anm. 9.
	        

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