Full text: Nuntiatur des Germanico Malaspina, Sendung des Antonio Possevino

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che darano al mio memoriale et non mancherò di affaticarmi acciò si 
pigli qualche spediente utile a quell capitolo, se bene la impositione 
è tanto vecchia che intendo che sono da quatordici anni che fu imposta. 
Et importa anco tanto poco che, quando S. A. si contenti di pigliarci 
un temperamento della mezza parte, saranno poi cento fiorini. Il mal 
concetto che qua si ha di quell clero è cosa che non si puoi credere. 
Il parlare di negotio ecclesiastico et della giuriditione di mons. 
patriarcha dette occasione a S. A. di discorere meco della reformatione 
delli vescovi et clero, cosa che va per l’ordinario, che par che S. A. et 
li prelati giochino alla palla, ch’ogniun d’essi piglia volentieri occasione 
di gettare adosso al compagno la colpa delli disordini che sono in 
queste parti. Tra le altre cose mi disse che li prelati, quando pur per 
vergogna danno segni di voler far visitare le loro diocese, che ordi¬ 
nariamente comminciono da quella parte dove essi sanno che lei non 
ha braccio né obedientia et, ritrovando in toppo anzi impossibilità 
pigliano occasione di publicare che non possono fare l’officio loro et 
che le concessioni del principe impediscono ogni buona esecutione, 
ma che mi haverebbe dato in nota le parti dove si poteva far frutto 
et che, volendo io dar principio a ordinar visite o altro che haverei 
veduto, che non è impossibile il far qualche poco di bene. Le risposi 
che mi piaceva questo avertimento et che li havevo obligatione che si 
degnasse di aprirmi li occhi et darmi luce, acciò potessi pigliar qualche 
spediente tanto necessario a beneficio della disciplina ecclesiastica et 
che, come lei sapeva, era stato giudicato molto a proposito di soprase¬ 
dere il tentare cosa alcuna in questa materia, insin tanto che la dieta 
fosse fornita, ché all’hora et io sarei meglio informato et haverei potuto 
ancor a bocca scoprire il pensiero delli prelati, ma che havendo loro 
poca inclinatione alla reformatione et tenendo per scudo fermo le 
concessioni di lei, che malamente si poteva sperare frutto buono. Et 
essendomi appresentata così opportuna occasione, mi allargai molto 
in persuadere a S. A. a volersi risolvere animosamente di revocare 
tutto quello che, contra il proprio senso suo, haveva concesso, ché ne 
haverebbe cavato infiniti frutti, prima l’assicuratione della sua cons¬ 
cientia et che non essendo cosa più pernitiosa quanto vivere in continuo 
scrupolo et remordimento et vedendo quanto detrimento era avenuto 
al culto divino, all’honor et gloria di Dio et quante anime si dannavano, 
che forsi non si sarebbeno dannate, che questo doveva premere senza 
dubio al A. S. et, se ben lei haveva l’assolutione da S. B nc , che però 
l’haverebbe senza dubio concessa, presuponendo che lei dovesse reme¬ 
diare quanto humanamente poteva a quello che haveva commesso et
	        
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